Nella mia vita manca qualcosa. Un piccolo eppur essenziale
pezzo per completare il puzzle. Me ne sono accorta stamattina. All’improvviso.
Percorrevo la strada di sempre, quella che mi porta in ospedale per il
tirocinio pre-laurea. Un camion mi ha tagliato la strada. Correvo. Ho frenato
fermandomi a pochi centimetri. Pochi centimetri e poi l’impatto. È stato un
riflesso istintivo, primordiale. Non c’è stata volontà nel salvarmi.
Per tutta la giornata però ho avuto davanti agli occhi l’imponente
camion, il suono forte di un clacson che ti risveglia dal torpore. Potevo morire.
E non mi sarebbe dispiaciuto. Ultimamente sopravvivo, nulla più. Nemmeno in
questo riesco a scegliere. Non decido di morire. Ma non vivo. Non è
vigliaccheria la mia. Forse è una speranza. La speranza che domani possa essere
diverso, migliore. Intanto aspetto. Aspetto il cambiamento della mia vita. Ed ho
paura. Una paura folle e paralizzante.
Ciao, capito di qui dalla pagina fb sui disturbi alimentari...
RispondiEliminaRiesco a comprendere un po' le tue parole... Ho avuto un periodi di anoressia restrittiva e mi sentivo esattamente così: come se aspettassi qualcosa, ma nemmeno io sapevo cosa. Come se aspettassi semplicemente che le cose migliorassero, e nel mentre mi lasciavo morire a poco a poco, lentamente. Non avevo il coraggio di finirla del tutto, ma nemmeno di riprendere a vivere seriamente. Ero così...in balìa di qualcosa più grande e più forte di me...e non facevo nulla per cambiare la situazione.
Credo comunque che dobbiamo essere noi, solo noi, a decidere di prendere in mano la nostra vita e cambiare le cose. Aspettare non serve a nulla, è solamente un'illusione. Le cose cambieranno quando noi stesse troveremo la forza dentro di noi e riusciremo a rialzarci in piedi, o perlomeno a provarci. Ci vuole forza dentro, e questa però spesso manca...
Un saluto.