lunedì 19 marzo 2012

Lui turba i miei pensieri


Gianluca mi ha contattato ancora. E poi ancora. Prima il messaggio privato di buongiorno in cui mi scrive che gli ha fatto piacere risentirmi. Poi appena ieri sera mi collego, lui è ancora li. E subito mi scrive. Abbiamo chiacchierato virtualmente per quasi 3 ore. Piene. A parlare di tutto. Dai vecchi amici a come sono cambiate le nostre vite in questi anni. E mi ha detto che il prossimo fine settimana torna in città, probabilmente l’ultima volta prima della destinazione definitiva. Che mi deve ancora un gelato, per una scommessa vinta più di 5 anni fa. E che vuole saldare il debito. Che lui paga sempre i suoi debiti.  L’avevo completamente rimosso. Mi dice sabato pomeriggio. O domenica. O quando voglio. Tentenno. Poi accetto. E mi ha chiesto di Giorgio. Sono stata lapidaria. Volutamente. Perché???
Perché non gli ho detto che la nostra  è una storia solida ???  perché non gli ho detto che Giorgio riempie la mia vita ed il mio cuore ??? probabilmente perché avrei dovuto mentire. perché non gli ho chiesto spiegazioni, un motivo, uno solo, per cui , all’improvviso, dopo anni di silenzio ripiomba nella mia vita ???
Da quando è ricomparso il mio umore ha avuto una brusca impennata. E’inutile negarlo. Ho pensato molto a lui. E a come sarebbe potuto essere. Forse è solo la mia vanità di donna. Ha solleticato il mio ego sopito saperlo, dopo tanti anni, a pensare ancora a me. Ho passato una notte insonne, ma serena.  Mi sono alzata motivata. Doccia, colazione leggera e ho aperto il libro. Il primo capito è scivolato via veloce, piacevole. Poi il dubbio. Atroce. Che si insinua lento e ingloba ogni pensiero. La fidanzata storica l’ha mollato e lui è talmente disperato da contattare la prima disponibile ??? in caserma ci si annoia e lui e i suoi commilitoni si sono divertiti alle spalle di una povera ingenua ??? stupida. Talmente stupida e sprezzante da non difendere il suo amore dagli attacchi di uno sconosciuto. Stupida e disperata. Cosi disperata da vendere una storia di quasi 8 anni per un complimento ipocrita. La felicità è diventata dubbio, il dubbio è diventato rabbia. La rabbia ha portato collera. E pianto. Inconsolabile.
Il libro aperto. Umido di lacrime. Ho guardato il capitolo e le pagine che avrei dovuto studiare da programma. E mi sono odiata. Profondamente.  Piangevo senza nemmeno sapere il perché. Forse è l’ansia dell’esame che si avvicina e la consapevolezza di non aver fatto abbastanza.  Forse sono i sensi di colpa, che latenti dall’abbuffata dell’altro giorno, mi hanno ricordato con prepotenza quei chili in eccesso, e la pancia gonfia, e le cosce bucate di cellulite e il seno cadente. Forse è il pensiero di Giorgio e del mio amore imperfetto. O forse è proprio Gianluca ed il suo insinuare prepotente un’idea nella mia mente.  Ho cercato di allontanare dalla mia testa l’immagine di lui. Sorridente. E dei suoi occhi verdi. E di quel neo appena visibile ai lati del labbro superiore.  E vagheggiando, ho rivisto noi, nel bar di fronte a liceo, e quel gelato promesso anni fa.
Ho asciugato le lacrime. E acceso il computer. Gli scrivo e gli dico che non posso. Non posso perché non ha senso. Non ha senso rivedersi dopo anni di silenzio mettendo a rischio il mio rapporto con Giorgio per causa sua. Ancora. Ma forse Giorgio non dovrebbe saperlo. Perché Giorgio dovrebbe condizionare il mio desiderio di rivedere un vecchio amico ??? perché di un amico si tratta. Certo. Gianluca è solo un amico con cui ho condiviso un pezzo della mia vita. E io voglio rivederlo. Voglio chiedergli come sta e guardarlo negli occhi mentre mi risponde. Non voglio immaginarlo dietro ad un computer a scrivere. Voglio vederlo. E parlargli. E sorridere. Forse a Giorgio potrei dire che ci siamo incontrati. Per caso. O forse non dovrei mentirgli.  O forse non dovrei mentire a me stessa . . .

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