sabato 10 marzo 2012

Deliri mattutini


Ieri mattina sono andata all’università. Mancavo da qualche giorno. Ultimamente faccio fatica a stare in mezzo alla gente. il panico mi prende all'improvviso. 
A lezione ho trovato posto dietro Miryam. Dietro la Miss perfezione, la signorina trenta e lode. Quella che dopo la Cinzia C dei tempi del liceo è diventato il mio termine di paragone. Forse sono invidiosa. Di sicuro lo sono stata. Ero seduta dietro ma un po’ di lato in modo da osservarne i lineamenti delicati ed il profilo perfetto. Mentre prendeva appunti, di tanto in tanto, passava la mano smaltata tra la capigliatura corvina.  Non può essere il suo colore naturale. Così scuro, cosi lucido. Sono certa che li tinge. Di sicuro quello non è il colore della sua carnagione. Quell’incarnato olivastro deve essere il frutto di sedute e sedute di lampade. Così ,  mentre il professore si sforzava di rendere comprensibile la Billroth II con un filamto pessimo,  mi sono messa a struccarla mentalmente, ad eliminare make-up,  abbronzatura , colata di gel e vestiti firmati. E immaginarla a casa con la tuta, i capelli unti e crespi e il pinzettone. Pensandoci non l’ho mai vista con i capelli legati ...  sempre freschi di shampoo e di piega. Mai una coda, non li ha mai legati nemmeno un po’ dietro. Avrà le orecchie a sventola. Sono certa abbia le orecchie a sventola. E magari quel profilo francese non è un dono di madre natura ma un regalino del paparino chirurgo.  Poteva fare qualcosa anche per le orecchie!!!
 E così mi sono persa tra i miei pensieri più cupi e l’ho immaginata appuntare meticolosamente le calorie ingerite, abbuffarsi di finocchio e acqua. Perché millanterà pure un metabolismo felice ma la verità è che nessuno l’ha mai vista mangiare. E l’ho immaginata in preda al panico scendere dal letto e ingozzarsi di nutella, poi degli avanzi di lasagna, poi dei biscotti dietetici e poi ancora dei wurstel  freddi e crudi. Infilarsi tutto in gola...vorace ...   con le sue mani delicate e curate. E l’ho immaginata curva sulla tazza, i capelli sporchi di vomito ... e poi ammazzarsi di addominali e di ore e ore sul tappetino mentre nell’mp3 risuona forte e chiara la voce del prof e della sua dannata Billroth.
Quando il prof è andato via sul mio quaderno avevo appuntato solo la data e il titolo della lezione. In compenso avevo  scoperto che la signorina Miryam- perfezione ed io abbiamo molte cose in comune. Lei è solo più brava, più forte. Perché riesce ad essere costante, perché riesce a controllarsi. In realtà anche io con gli anni ho affinato la mia tecnica. Non vomito. Non più. Non mi infilo lo spazzolino in gola né mi corrodo le dita con il succo gastrico. Non soffoco i conati, non cerco di coprirli con il rumore dello sciacquone. Sostengo di avere la sindrome del colon irritabile ma la verità è che  mi drogo di purganti, di portolac, di laevolac, persino di polietilenglicole come quando , ai tempi delle esercitazioni in endoscopia, avevo rubato una decina di bustine di isocolan, quelle che si mettono in 2 litri di acqua e che si prendono per la preparazione alla colonscopia.  Devastante. Perché si, sono una ladra. Sono una ladra anche se le uniche cose che ho rubato in vita mia sono stati  dei lassativi. Lassativi ed una penna profumata di  10 colori in prima elementare che avevo abilmente sottratto alla ragazzina seduta dietro di me. E il pomeriggio, invece di riempire la paginetta di A o B o chissà cosa, mi ero messa a tirare linee colorate ed annusare,  e a fare fiori e alberi e nuvole e stelle e soli ...  e ad una bambina dai capelli scuri avevo disegnato un sorriso enorme che strabordava dal faccino paffuto.  Annusavo i miei disegni ed ero felice. ma, a soli sei anni, ho scoperto che la felicità non dura. E  la sconfitta si  presentò  nei panni di Madre che urlante mi intimò di restituire la penna. Hai fatto piangere un’altra bambina -  mi  disse - sei stata cattiva!!! Umiliata e pentita lo feci. E la bambina a cui mentii dicendo  di averla presa per sbaglio non si era nemmeno accorta del furto, ne aveva altre 2. E prendendo la penna dalle mie mani la scaraventò nello zainetto aperto prima di tornare a giocare con le amichette. Povera penna triste e sola nel fondo buio dello zainetto della bimba senza cuore.  Ma con 3 penne profumate.

Nessun commento:

Posta un commento