martedì 3 aprile 2012

e poi, all'improvviso, la tempesta ...


Sabato mattina il tempo era incerto ma abbiamo deciso di andare comunque al mare.  Come facevamo tempo fa nelle mattinate di inizio primavera. Ho preparato i panini e indossato il mio costume preferito.
Pioverà. Continuavo a ripetere lungo il tragitto. Il cielo plumbeo e le nuvole all’orizzonte non facevano presagire nulla di buono.
Non pioverà. Ripeteva incessante Giorgio.  
Alla fine è piovuto.  Così,  all’improvviso. C’era un sole timido ma piacevole e di colpo il cielo si è coperto.  E dopo pochi secondi la fresca pioggerella primaverile si è trasformata in una tempesta di acqua e sabbia. Abbiamo recuperato velocemente le nostre cose e ci siamo rifugiati in macchina mentre fuori si scatenava  Il diluvio universale !
A quel punto Giorgio ha iniziato a ridere. Di una risata vera e spontanea. << che follia!!! >> ripeteva.   L’ho guardato sorridere, i capelli bagnati e arruffati dal vento, la barba leggermente incolta. << è proprio bello>> ho pensato,  e l’ho baciato con il rumore della pioggia in sottofondo, mentre i nostri respiri appannavano i vetri della macchina.
<< andiamo a casa mia >> ha sospirato. Non ho risposto ma sorriso. E lui ha acceso il motore.
Lungo la strada del ritorno continuava a tenermi la mano e a baciarmi ad ogni semaforo.  Poi nell’ascensore.  Siamo riusciti appena a chiuderci la porta dell’appartamento alle spalle.
Ho fatto una lunga doccia calda mentre lui preparava il pranzo.  Mi sentivo serena. Lo sentivo vicino. Così vicino da parlargli di Gianluca. Del fatto che, forse, nell’ultimo periodo mi ero sentita trascurata, messa da parte e, che Gianluca si era insinuato in questo spiraglio sottile dando origine ad una crepa. Che avevo avuto un dubbio e  avevo desistito ma, per caso o per destino,  c’eravamo incontrati.
Giorgio ha cambiato posizione sulla sedia. Allontanandosi. Ha cambiato espressione e tono.  Quando gli ho detto che Milena l’aveva lasciato è diventato paonazzo. Ha cominciato a parlare di rispetto, di fiducia. Che Gianluca era stato mollato e si era ripresentato immediatamente , del fatto che, secondo lui, io non aspettavo che questo.  Continuava a parlare e sentivo il suo tono inasprirsi, la sua voce cambiare, aumentare di intensità. Ad un certo punto ho perso il filo del discorso, guardavo le sue labbra ed il modo in cui si muovono quando è arrabbiato, l’angolo che scende leggermente quando è deluso. Sentivo la testa scoppiarmi e , intanto, cercavo qualcosa di sensato da dire. Sono quasi sicura che Giorgio mi abbia definito la seconda scelta di Gianluca. Aggiungendo che lui non vuole essere la mia. L’ho guardato sconvolta.
- Ti ha fatto piacere rivederlo ? ha detto ad un certo punto guardandomi fisso negli occhi
Ho balbettato qualcosa.
- Ti ha fatto piacere rivederlo ? ha ripetuto urlando
- Si -  ho ammesso alla fine. Ma avrei voluto aggiungere che mi ha fatto piacere in un modo malinconico e strano. Come quando si guardano le vecchie foto e non ci si riconosce più, gli amici di un tempo  e quel modo di vestire che ti sembra sempre ridicolo.
Non ho avuto il tempo. Giorgio ha battuto forte il pugno contro il tavolo.  Piatti e bicchieri hanno tremato.  
<< vai via >> ha sussurrato mentre si copriva il volto con le mani.
Non sono andata via. Mi sono chiusa in bagno. Piangevo disperata raggomitolata sul pavimento del bagno di colui che non sapevo se definire ancora il mio fidanzato. Provavo pena per me stessa, per la donna che ero diventata.  La nausea è arrivata presto.
Giorgio ha bussato alla porta. Non ho risposto. I conati lo impedivano. Ha bussato più forte.
<< Apri o la butto giù >>
Ho aperto cercando di superarlo senza guardarlo, l’asciugamano a coprirmi.
<< Calmati >>  ha detto trattenendomi per il braccio. Ho cercato di divincolarmi. Ma ha stretto più forte, abbracciandomi. Ho ceduto. Ricominciando a piangere. Mi ha preso in braccio portandomi a letto. Alla fine ero così stremata da cedere al sonno. Un sonno profondo e ristoratore . Mi sono svegliata che erano già le nove. Lui guardava la tv sdraiato al mio fianco.
<< Cambiati. >> Ha detto . << i ragazzi ci aspettano. Andiamo in un pub. >>
La serata è trascorsa monotona. Così la domenica. Come se non fosse accaduto nulla. Giorgio non è tornato in argomento. Non so cosa pensare. Forse mi ama troppo. Forse non mi ama per niente.